9th Set, 2007

Mons.Domenico Cornacchia nominato Vescovo

L’ANSPI partecipa con gioia all’ordinazione episcopale di

Mons. Domenico Cornacchia nominato vescovo da Benedetto XVI.

Il Papa Benedetto XVI ha nominato vescovo di Lucera-Troia (Foggia) Mons. Domenico Cornacchia. Riceverà l’ordinazione episcopale il 22 settembre nella cattedrale di Altamura. L’ANSPI partecipa con gioia conoscendo l’impegno che don Mimmo, così da sempre chiamato dagli amici, ha rivolto agli oratori ricoprendo per alcuni anni la carica di presidente del Circolo ANSPI “Centro Oratoriale Fornaci” da lui fondato il 21 febbraio 1990, nella parrocchia “Sacro Cuore” di Altamura.

Don Mimmo è nato ad Altamura il 13 febbraio 1950. Ha frequentato inizialmente il Seminario di Bari e, poi ha continuato gli studi nel Seminario Regionale di Molfetta. E’ stato, quindi, alunno del Seminario Romano Maggiore, seguendo i corsi di filosofia e di teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Ha conseguito il Dottorato in Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. E’ stato ordinato sacerdote per la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti il 24 aprile 1976.

Ha svolto i seguenti incarichi: Insegnante di Religione (1977-1995); Vicario Cooperatore (1977-1984); Parroco della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù (1984-1993); Presidente del Circolo ANSPI “Centro Oratoriale Fornaci” ad Altamura (1990-1993); Assistente dei giovani dell’Azione Cattolica (1977-1982); Assistente Spirituale dei gruppi, movimenti e istituti secolari. Per dodici anni è stato Padre Spirituale nel Seminario Regionale Teologico di Molfetta. Dal 1984 è Insegnante di Teologia Spirituale presso la Facoltà Teologica Pugliese. Attualmente è parroco della Parrocchia del SS.mo Redentore ad Altamura. Più volte è stato Membro del Consiglio presbiterale diocesano e del Collegio dei Consultori.

Inizierà il suo ministero pastorale nella porzione del gregge di Cristo che gli è stata affidata, nella Docesi di Lucera-Troia, domenica 14 ottobre 2007.
Abbiamo avuto l’opportunità di vedere in anteprima, il suo stemma episcopale e di conoscerne il motto.


Il motto:

SERVIRE DOMINO IN LAETITIA

Le parole scelte da don Mimmo per il suo motto episcopale sono tratte dal libro dei salmi (cf. Sal 100,2) ed esprimono la sintesi del programma pastorale su cui si articolerà il suo ministero episcopale: accompagnare quotidianamente il servizio al Signore con il sentimento della letizia e del gaudio, così come proposto da San Bernardo di Chiaravalle ai giovani che abbracciano la vita monastica: «Non onus est, sed honor, servire Domino in laetitia» (Epistola CDXII), «Non è un peso, ma un onore servire il Signore in letizia». Il motto ben si addice anche allo stile di un oratorio dove la santità può passare attraverso la gioiosa allegria di una lieta ricreazione al fine di costruire legami sani di amicizia e fraternità.

Lo stemma episcopale

Don Mimmo ha scelto la simbologia del Pellicano per esprimere la dimensione cristologica del suo ministero; la stella per la dimensione Mariologica e la fiamma per quella pneumatologica.

Nello stemma compare uno scudo di foggia gotica, classico e frequentemente usato nell’araldica ecclesiastica, e una croce in oro, con quattro piccoli lobi lanceolati all’inserzione dell’asta con il traverso per indicare i raggi e gemmata con cinque pietre rosse a simboleggiare le piaghe di Cristo.
Lo scudo è di color oro, calzato ritondato di rosso: al centro c’è il pellicano con la sua pietà al naturale, sanguinoso di rosso; a sinistra la stella a sette punte, a destra la fiamma .
Interpretazione
Il rosso è il colore dell’amore, della carità e del sangue: un amore così forte da indurre il Padre ad inviare il Figlio, che versa il Suo sangue per l’umanità tutta. Questo concetto viene ripreso dal pellicano, che - in assenza di cibo - nutre i suoi figli con il proprio sangue. Il Pie pelicane, simbolo cristologico usato dagli antichi e spesso richiamato nelle composizioni medievali, è citato da San Tommaso d’Aquino nel celebre inno Adoro Te devote: «Pie Pelicane, Iesu Domine, me immundum munda Tuo sanguine».

L’oro, metallo più nobile, simboleggia la prima virtù, la Fede: infatti, è grazie alla Fede che possiamo comprendere il messaggio d’amore estremo del pellicano, del Cristo. Inoltre, la scelta degli “smalti” rosso e oro esprime un segno di filiale devozione al santo padre Benedetto XVI, che ha chiamato Don Mimmo a far parte del Collegio dei Successori degli Apostoli: tali smalti, infatti, caratterizzano anche lo stemma del Papa.

La stella, classico simbolo mariano, simboleggia l’Assunta, a cui sono dedicate le Cattedrali di Altamura, diocesi di origine, e di Lucera-Troia. Alla materna protezione di Maria Assunta, don Mimmo affida il suo ministero.

Lo Spirito Santo, infine, è rappresentato nella forma pentecostale della fiamma.

L’Anspi ha inviato il seguente telegramma, manifestando la propria compiacenza e rassicurando il sostegno e la preghiera per un fecondo ministero:

“Cara Eccellenza, la sua nomina a Vescovo della Diocesi di Lucera-Troia ci riempie di gioia. Sappiamo quanto le stia a cuore la causa dei giovani e che vede negli oratori un valido strumento per portare queste anime a Cristo. Tutto ciò è motivo di speranza per l’ANSPI Nazionale e di Puglia. Certi di trovare in lei, Eccellenza, un ottimo pastore, vogliamo augurarle, e sarà così, di fare tanto e di fare bene su questo nuovo cammino che Cristo ha tracciato per lei”.

( Vincenzo Loizzo)

Animatore presso il Circolo ANSPI “Centro Oratoriale Fornaci” di

Altamura.


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