7th Apr, 2007

Family day

L’ANSPI (www.anspi.it) aderisce e parteciperà attivamente alla manifestazione nazionale “Family Day”, aperta a tutti i cittadini

italiani che condividono i principi espressi nel Manifesto “Più famiglia” a sostegno della famiglia.
La manifestazione di popolo si terrà a Roma, piazza San Giovanni in Laterano, il 12 maggio prossimo.
I vertici delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali in accordo col Forum delle Associazioni Familiari hanno approvato e sottoscritto il
Manifesto che reca il titolo “Più famiglia”, e il sottotitolo “Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese”.


L’ANSPI nazionale per favorire la buona riuscita della della manifestazione del 12 maggio ha disposto per i propri tesserati un contributo per spese viaggio di euro 500 per ogni pullman dichiarato. Bisogna inviare tramite fax alla segreteria di Brescia (030 381042) i dati relativi all’oratorio o comitato zonale e/o regionale, al pullman e al numero dei partecipanti nonché al referente organizzatore. Contestualmente si potranno richiedere anche bandiere e cappellini dell’ANSPI.

don Vito Campanelli
presidente regionale anspi puglia

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L’ANSPI nazionale per favorire la buona riuscita della della manifestazione del 12 maggio ha disposto per i propri tesserati un contributo per spese viaggio di euro 500 per ogni pulman dichiarato. Bisogna inviare tramite fax alla segreteria di Brescia (030 381042) i dati relativi all’oratorio o comitato zonale e/o regionale, al pulmann e al numero dei partecipanti nonchè al referente organizzatore. Contestualmente si potranno richiedere anche bandiere e cappellini dell’ANSPI.

don Vito Campanelli
presidente regionale anspi puglia

Questi soldi penso si possano spendere meglio….

Forse hai ragione…
ma spesse volte le idee bisogna inseguirle con qualcosa di più concreto!
Un contributo del genere non coprirà certo le spese di un intero viaggio, ma certamente potrà aiutare chi fermamente crede in questa manifestazione!
Non credi?

Nella manifestazione? No.

(Ahahha!!Si era già capito!)
Noi siamo liberi di partecipare!
O siamo liberi di non partecipare!
Ma credo che chi crede in questa manifestazione sia altrettanto libero di organizzarsi come vuole!

Sicuramente, ma la mia tesserina Anspi mi da tutto il diritto di dire che non sono contento che l’Anspi aderisca a questa manifestazione e che ci investa pure dei fondi!

L’anspi già da diversi anni ha posto la famiglia al centro della riflessione associativa, quindi mi sembra che l’adesione al family day, sottoscrivendo il manifesto, sia un segno tangibile di coerenza verso il cammino intrapreso. Come cittadino cattolico mi sento di aderire pienamente ai fondamenti teorici antropologici e al modello di famiglia espresso nel manifesto e sono felice che l’anspi dia l’opportunità ai suoi soci di farsi sentire anche dal mondo civile e politico, chiedendo delle misure a favore della famiglia così come è definita dalla nosta Costituzione.

Mazapegolo io penso che in proposito del family day ci siano molti pregiudizi dovuti ad una errata informazione. La manifestazione vuole essere uno stimolo perchè si proceda ad una politica che aiuti le famiglie. La posta in gioco è di tipo culturale: quale società vogliamo costruire? Qual’è il nostro modello antopologico? La famiglia è da ritenersi ancora la cellula di questa società? Sono domande aperte che evidentemente come educatori non possiamo esimerci di porci ….

penso che la famiglia si un valore importantissimo per le nostre società… ma penso anche che il messaggio di Gesù Cristo si basava innanzi tutto sull’amore verso il prossimo(tutto) e la tolleranza. non lo dimentichiamo.

Caro Alessio condivido con te il discorso della tolleranza ma non riesco a capire in che modo verrebbe meno con il family day. Non è una manifestazione contro nessuno, intende solo mettere in evidenza le difficoltà che molte famiglie stanno attraversando e che le scelte politiche non agevolano. Io non voglio dimenticare piuttosto il disagio di tante famiglie fondate sul matrimonio che pure dovrebbero essere tutelate (secondo i principi della costituzione art. 29.30.31) e che allo stato dei fatti sono svantaggiate, tanto più se hanno pìù figli.
Ti faccio solo un esempio sotto l’apetto fiscale. Poniamo di avere da una parte una coppia unita dal vincolo matrimoniale e dall’alta una coppia che ha scelto di convivere, lavorano entrambi i coniugi, hanno lo stesso lavoro, la stessa condizione economica, vogliono mandare il proprio figlio all’asilo nido dello stesso paese. Sai chi dei due bambini non sarà preso? Ebbene quello dei due coniugi uniti in matrimonio perchè il loro reddito si somma. Eppure su di loro ci sono tanti doveri derivanti dal matrimonio … e che invece i conviventi non si sono assunti per una pur rispettabilissima scelta personale. Caro Alessio non è corretto chiedere solo i DIRITTI senza assumersi i rispettivi DOVERI, questa è una regola fondamentale di convivenza civile!

don vito sono d’accordissomo con te, ed è proprio per questo motivo che ritengo opportuno regolarizzare unioni che non contemplano il matrimonio: in modo tale da non creare di questi problemi e da dare a ognuno i giusti diritti e soprattutto doveri.
per la manifestazione in quanto tale, non la condivido per alcuni motivi: innanzitutto, sappiamo tutti che una manifestazione del genere sarà strumentalizzata politicamente (impossibile negarlo) da entrambe le parti politiche. mi chiedo perchè tutto qwuesto putiferio non sia sorto quando è iniziata davvero la crisi della famiglia…infatti casi come quelli che citavi tu esistevano già prima. inoltre non la condivido perchè, ormai da un pò di anni, sto notando una certa debolezza da parte della chiesa cattolica. mi sembra che da un pò di anni ci si stia limitando a imporre limiti e divieti ai legislatori (laici in teoria), mentre non ci si cura assolutamente dei credenti. insomma che credibilità abbiamo se osanniamo la famiglia e una altissima percentuale di cattolici ottiene annullamenti su annullamenti di matrimoni pagando una buona parcella. bene il mio sogno sarebbe quello di una chiesa che torna ad essere evangelica, che torni a spiegare la bellezza del matrimonio ai propri fedeli, che non si curi troppo di queste leggi, perchè i cattolici non dovrebbero curarsi di queste cose, dovrebbero essere fermi e convinti che l’insegnamento di Gesù Cristo è unico e migliore da seguire… non c’è legge che tenga. Torniamo a convincere i cattolici dei loro ideali e non tentiamo di imporli con diktat o minacce di scomunica. voglio una chiesa che torni ai valori veri. io sono cattolico, molto credente e praticante e credo che l’unica unione possibile sia quella tra un uomo e una donna uniti dal sacro vincolo del matrimonio; vorrei avere dei figli e vorrei che i miei figli capissero la bellezza di questo vincolo, purtroppo ho paura che se gli verrà imposto in modo intransigente come si tenta di fare, non lo capirebbero.

Caro Alessio il disegno di legge che è stato presentato in parlamento i famosi “DICO” riguardano semplicemente i DIritti dei COnviventi, e non hanno nulla a che fare con quello che tu dici “regolarizzare unioni che non contemplano il matrimonio”. Infatti per le unioni eterosessuali c’è già l’istituto del matrimonio civile, la loro convivenza dipende unicamente dalla loro libera e personale decisione. L’unica obiezione potrebbe allora derivare dalle coppie omosessuali. Se così stanno le cose non ti pare che il tentativo dei DICO sia solo quello di aggirare l’ostacolo? Non è forse più corretto chiedere esplicitamente il riconoscimento delle unioni omossessuali? Poi lascio alla tua valutazione l’equiparazione o meno di tali unioni a quelle del matrimonio con il diritto dell’adozione di un bambino …
Caro Alessio dialogare non vuol dire fare degli ibridi compromessi ma dire fino in fondo le cose come stanno. I DI.CO creano molti più problemi di quelli che si pensano di poter risovere. Infatti mi sai dire come saranno regolarizzate tali convivenze? Scusami se uso questo esempio, ma basterebbe che io ti inviassi una raccomandata dove dichiaro che sono tuo convivente, indipendentemente se tu riuscissi poi effettimamente a leggere questa lettera, che noi due risulteremmo conviventi.
Alessio ammiro il tuo entusiasmo giovanile, ma i termini che usi “diktat o minacce di scomunica” sono fuori luogo, il compito del magistero è quello di illuminare le coscienze … non lo si può far zittire quando parla di queste tematiche e poi applaudirlo solo quando prende posizioni sulla guerra. Che su tali questioni si doveva intervenire anche prima hai perfettamente ragione, ma questo non significa che bisogna continuare a starsi zitti o far finta di nulla rispetto ai cambiamenti sociali e culturali che si stanno generando.
Riguardo alla strumentalizzazione politica proprio non la capisco in quando la manifestazione trova sostenitori sia della destra che della sinistra. Ci sarebbe piuttosto da riflettere su che cosa si intende per POLITICA … Se la polotica è il bene dell’uomo allora è necessario fare politica … tanto più l’intervento educaticativo è proprio un fare POLITICA … I convegni ecclesiali della Chiesa Cattolica in Italia(vedi a Palermo e lo stesso a Verona) hanno rilanciato la sfida culturale, ovvero non possiamo chiuderci all’interno delle sacrestie ma siamo chiamati ad interessarci di tutto quello che riguarda l’UOMO. In altri termini l’annuncio del vangelo deve inculturarsi … le leggi hanno un ruolo educativo e come credenti e come cattolici non si può restrare estranei alla loro formulazione. Con stima ed amicizia ti saluto sperando di aver contribuito a creare un maggiore interesse per una informazione diretta dei fatti in questione.

Volevo dire qualcosa a proposito della manifestazione denominata Family Day.
Come cristiani non possiamo esimerci dal partecipare, non possiamo essere indifferenti al fatto che vogliono sconvolgere il senso della famiglia. Nessuno vuole essere intollerante verso quelle persone che io ritengo essere confuse ma di fatto non possono essere riconosciute come famiglie. La partecipazione a roma si rende indispensabile proprio per evitare che si strumentalizzi il tutto attribuendo alla chiesa romana intesa come potere ecclesiale l’ intolleranza a queste proposte che lo stato ci propina e ci vuol far passare come risolutrici di problemi. Bisogna far capire che in primis sono le famiglie quelle DI FATTO che non ci stanno.

forse non mi sono spiegato al meglio e forse potrei esser stato frainteso. ribadisco la mia più totale e incondizionata adesione ai valori cristiani e cattolici. ritengo che questi valori vanno difesi fortemente e con ostinazione.
tutto ciò però, lo inquadro in una slendida citazione di un grande uomo della nostra terra, anima del mondo cattolico e del mondo politico, assassinato dal terrorismo: aldo moro.
Bene Moro era un grande sostenitore della difesa dei principi cristiani. difesa però, secondo lui e secondo me, “da portare avanti nella società e non con le leggi”. bene la mia sensazione, che potrebbe benissimo essere errata, è che oggi la chiesa porti avanti questa difesa più con le leggi che nella società.

Non credi che se si disertasse all’ appuntamento del 12 di maggio, i nostri cari politici avrebbero da dire che il popolo cristiano infondo è indifferente, e quindi interpretare un certo tacito assenzo a questa cosa? Non credi che si alimenterebbe ancora di piu’ la tesi dei nostri politici che ritengono che l’ ostruzionismo deriva dalla chiesa di roma come sede di potere ? No caro mio devono capire che il NO, parte in primis da noi cristiani e il nostro NO è frutto dell’ amore che proviamo verso la famiglia e non da una posizione di intolleranza.

Sono convinto che dialogare su tale argomento serva a sgombrare il campo da equivoci.
Alessio citando Moro parla dei “principi” da portare avanti nella società e poi parla anche delle leggi. Bene proprio su questo si tratta di fare una chiarezza. Il punto debole non è infatti quello dei principi, affermati molto bene dal magistero, ma quello delle leggi.
Chi deve fare le leggi? E dove sono i cristiani quando si fanno le leggi?
Non spetta certamente ai vescovi questo compito. E allora chi le deve fare? Questo è il compito dei “FDELI LAICI” …

Vedi Alessio quello di cui abbiamo bisogno è di politici autentici e coerenti capaci di tradurre i pricipi in imperativi, ovvero in leggi …

Il punto debole dunque non è l’affermazione dei principi ma quello delle leggi che in questo caso non stanno affatto promuovendo il valore della famiglia.

Fa bene Emanuele quindi a sottolinare che la presa di posizione, attraverso tale manifestazione, deve partire dal basso e non dalla Chiesa Ufficiale di Roma.

Ed infatti il Forum delle Associazioni Familiari, non è un organismo della CEI ma una iniziativa privata di “associazioni private di fedeli”.

Ben detto caro Don vito. Dovrebbero imparare a fare le leggi guardando il problema a 360 gradi. Nel fare le cose manca un’ analisi approfondita del problema. Comunque lo spirito che deve muovere ogni decisione deve essere quello del bene della colletività e non della singola categoria. Ognuno di noi vorrebbe che le cose fossero fatte a propria misura ma se il prezzo che bisogna pagare per accontentare il singolo è troppo alto allora è meglio soffrire da soli che coingolgere la colettività.
Ci vediamo a Roma

ciao a tutti non so se questo sms verrà letto
da qualcuno perchè queste sono discussioni come
vedo che si rifanno a parecchio tempo fa
cmq ci tenevo a dirvi che anche due ragazzi di lucera il sottoscritto e leonardo hanno partecipato
indirettamente al femily day, indirettamente si perchè siamo stati a Senigallia con il direttore del femily day un giornalista di famiglia cristiana il vescovo di roma e tant altri volti conosciuti proprio per parlare del avvenimento e del suo proseguito e gli organizzatorio fondano la questione soprattutto su tre punti: BENE COMUNE - LAVORO - NUOVE RESPONSABILITA’.

io l’ho letto!

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